TJ Kong & Modular K – Dream Cargoes (Poker Flat Recordings)
L’input per la collaborazione nasce col brano “Jack Shit”, finito in “Forward To The Past” nel 2011. TJ Kong, ritratto spesso in coppia con Nuno Dos Santos ma che ha iniziato come solista vent’anni fa come Max 404, è uno a cui gli scambi artistici piacciono particolarmente, e così, dopo aver lavorato con Elbee Bad e Russ Gabriel, stringe la mano al connazionale Gijs Janssen per continuare ad esplorare la House tanto quanto la Techno. “Dream Cargoes” rappresenta la fusione di atmosfere e mondi sonori, in cui l’elemento sognante (il dream nel titolo non è certamente casuale) ricopre un ruolo primario. Ciò è ben attestato dalle melodie trancy di “Chronopolis” e di “The Last World Of Mr Goddard”, collocabili nel filone che qualcuno, pochi anni fa, definì Neo Trance. Gli olandesi qui però dimostrano di avere un particolare feeling anche con l’Ambient e con la Deep Techno (“Dream Cargoes”, “The Delta At Sunset”, tra le più vibranti dell’intero lavoro), e di saper sviluppare tematiche indipendenti dal ritmo. “End-Game”, già estratta come singolo e realizzata con l’apporto del musicista Edward Capel, ci rimanda ad una sorta di “French Kiss” di Lil’ Louis, mentre da “Now Wakes The Sea” emerge un suono etereo, in bilico tra Leftfield ed Orb. Si torna a ballare con “Studio 5, The Stars” e “The Sound Sweep”, seppur la mente resti predisposta al sogno. Un diversivo è l’Electro di “Memories Of The Space Age”, poi sfumata nei toni pastello di “Now: Zero”, Techno depurata dalle sue attitudini più selvagge, devota all’emozionalità ed intrisa di un basso sinuoso. Delicatezza melodica ed accortezze armoniche, supportate da un ritmo programmato con fini decorativi, sono i punti forti del disco, cullato dalle placide atmosfere di Techno ed House scomposte e ricomposte in modo certosino ed appassionato.

