Undo – Motas De Polvo (Factor City Records)
A sei anni da “Despacio”, Gabriel Berlanga Albiol ritorna col suo carico di Dream Pop, definito come ponte gettato tra l’indie e l’elettronica. Le numerose esperienze accumulate sul frangente live l’hanno aiutato a sviluppare meglio la sua vena compositiva, adesso ulteriormente arricchita di nuove suggestioni che ripercorrono il lungo peregrinare degli ultimi anni trascorsi nei club europei più noti (Panorama Bar, Rex, Fabric, Razzmatazz). Punto di connessione e snodo dei nove brani di “Motas De Polvo” è individuabile nel ritmo, seppur questo rappresenti di volta in volta la cornice entro cui inscrivere elementi disparati, dalla Trance al Pop, dall’EBM all’Electro, dallo Shoegaze al Leftfield. “Jupiter” è tra quelle che mi hanno attratto immediatamente, con assonanze che corrono a gruppi tedeschi come Die Raketen o Nothern Lite, sebbene l’assenza della parte vocale si faccia sentire. Lo spagnolo non è monotematico, e sposta subito l’attenzione verso altri lidi, come la potente Electro Techno di “Password” che ricalca la scuola francese di David Carretta & Co., e come la Funk Disco House balearica di “El Crit”, sulla scia dei dischi marchiati Eskimo. In mezzo c’è ancora roba interessante (la sognante title track, “Before It Disappears”) con cui l’iberico fonde più scuole di pensiero per un risultato eterogeneo ma ben calibrato, lontano dal miscuglio forzato che talvolta si sente negli album di quegli artisti che vogliono dimostrare a tutti i costi di essere obliqui.

