Gino Felino – Spend The Night With You/Thank You For This World (Crème Organization)

Dopo diversi anni di accanimento quasi smodato nei confronti della Jackin House di Chicago, l’etichetta di TLR torna ad uno dei suoi primi amori, l’Italo Disco, genere con cui, quasi dieci anni fa, fece ingresso nel mercato (allora quasi vergine, visto il completo abbandono nel decennio precedente) grazie ai vari Bangkok Impact, Mr. Clavio, Lolita Sträp e Monkeychop. Il recupero di sonorità più solari, estive e spensierate coincide con la cinquantesima pubblicazione per Crème, un numero decisamente di tutto rispetto se si tiene conto del mercato settoriale a cui i suoi prodotti sono stati sempre rivolti. La romantica “Spend The Night With You” è un sunto di quel che accadeva negli studi di registrazione italiani tra 1980 e 1987 circa, tra ritmi pullulanti di percussioni e bassi talmente ben arrangiati da svolgere ruolo preponderante anche senza l’apporto di melodie. La sezione vocale invece è realizzata quasi in sordina, ma questo non compromette il buon esito del brano. Più sfacciatamente Italo è “Thank You For This World”, omaggio alla sconfinata discografia di labels come Il Discotto e Memory Records. Revivalista ma incisivo nel contempo, il brano non vuole semplicemente emulare le gesta dei musicisti italiani di circa trent’anni fa, poichè cerca di variarne il mondo con divagazioni Electro. Alla Crème dicono che ormai l’Italo Disco è stata saccheggiata e defraudata delle proprie origini e caratteristiche da gente desiderosa solo di accrescere la propria popolarità e il conto in banca, ma nonostante ciò è lieta di aggiungere un’altra gemma al forziere della Nu Italo Disco, per una pura e semplice gratificazione. Lo pseudonimo, per chi non lo ricordasse, è tratto da una vecchia pellicola del 1991, “Out For Justice”, che vedeva come protagonista il roccioso Steven Seagal (Gino Felino per l’appunto) alle prese con l’attività da detective nel quartiere di Brooklyn. Sulla paternità del progetto invece, sinora non è trapelato nulla, ma la scelta dei suoni e il loro arrangiamento portano a supporre che si tratti di qualcuno della West Coast olandese come Mr. Pauli, Alden Tyrell o David Vunk, che con l’Italo Disco del nuovo millennio sono sempre andati a braccetto.

Giosuè Impellizzeri

Giornalista musicale, consulente per eventi, reporter per festival internazionali, produttore discografico, A&R e promoter per una label, autore della colonna sonora di un videogame, autore di un libro dedicato alla Dance anni Novanta, selezionatore e redattore di shows radiofonici, Dottore in Beni Culturali: tutto in uno. Giosuè Impellizzeri da un lato, DJ Gio MC-505 dall'altro. Le prime recensioni appaiono su una fanzine, nel 1996. Dopo quattro anni inizia il viaggio che si sviluppa su testate cartacee e sul web (TheDanceWeb, Cubase, Trend Discotec, DiscoiD, Radio Italia Network, TechnoDisco, Jay Culture, Soundz, Disc-Jockey.it, Basebog, La Nuit, Jocks Mag, AmPm Magazine). Ogni anno dà vita ad oltre seicento pubblicazioni, tra articoli, recensioni ed interviste realizzate in ogni angolo del pianeta. Tutto ciò gli vale la nomina, da parte di altri esponenti del settore, di 'techno giornalista', rientrando tra i pionieri italiani del giornalismo musicale sul web. Nel 2002 fa ingresso nel circolo dei DJs che si esibiscono in Orgasmatron, contenitore musicale di Radio Italia Network, proponendo per primo in un network italiano appartenente alla fascia del mainstream un certo tipo di Electro, imparentata con la Disco, il Synth Pop e la Techno. Nel medesimo periodo conduce, per la stessa emittente e in particolare per il programma di Tony H e Lady Helena, la rubrica TGH in veste di inviato speciale alla ricerca di novità musicali provenienti da tutto il mondo. Per quel che concerne la sfera della produzione discografica, dopo le demo tracks realizzate nella seconda metà degli anni Novanta, incide il primo EP tra 2001 e 2002, "Android's Society", che contiene "Commodore Generation", remixata dai finlandesi Ural 13 Diktators, finita nella top-ten dei più suonati sulle passerelle di moda milanesi e supportata da nomi importanti tra cui Tampopo, David Carretta, Vitalic, Capri, DJ Hell e Romina Cohn. La storia continua con altre esperienze, vissute prima tra le mura della H*Plus di Tony H ("Tameshi Wari EP" e "Superstar Heroes EP") e poi tra le fila delle tedesche Vokuhila ("Engel Und Teufel EP", con "El Diablero" remixato dagli Hong Kong Counterfeit e Maxx Klaxon), 38db Tonsportgruppe ("Borneo EP", col remix Electro Disco di Chris Kalera) e della slovena Fargo (col rombante "Technomotor EP"). Dal 2005 al 2008 affianca Francesco Passantino e Francesco Zappalà nella conduzione della Tractorecords e della Laboraudio, digital-label concepita come laboratorio di musica finalizzata alla valorizzazione di artisti appartenenti al sottobosco creativo. Poi collabora col bolognese Wawashi DJ (oggi nel chiacchierato progetto Hard Ton) per "Gary Gay", si lascia remixare dallo svedese Joel 'Jor-El' Alter ("Stroboscopic Life"), partecipa al "The Church Of Pippi Langstrumpf" su Dischi Bellini e viene invitato dall'etichetta berlinese Das Drehmoment a prendere parte al progetto "Rückwärts Im Uhrzeigersinn" insieme ad altri artisti di spessore internazionale tra cui Kalson, Replicant, Makina Girgir, Starcluster e Polygamy Boys. Nel 2010, dopo nuove esperienze discografiche ("Gaucho", su Disco Volante Recordings, coi remix di Gabe Catanzaro, Hard Ton, Valyom & Karada, Midnight Express e Bangkok Impact, e "The World In A Pocket EP", su Prodamkey/Analog Dust, avvalorato dalle versioni di -=UHU=-, Alek Stark, Downrocks, Snuff Crew, Gesloten Cirkel e Metacid), diventa free lance per DJ Mag Italia, versione italiana della celeberrima testata editoriale inglese dedicata alla musica elettronica e alla DJculture. In parallelo fonda, con l'amico Mr. Technium, la Sauroid, etichetta che si propone come punto di raccordo e diffusione di diversi stili tra cui Acid House, Italo Disco, Electro, Nu Rave e Chiptune.

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