Various – Watergate X (Watergate Records)

Diventato istituzione della club music berlinese, il Watergate si appresta a festeggiare il suo decimo anniversario. Colonna sonora del momento celebrativo è rappresentata da questa imponente raccolta di inediti, spalmati su due CD e tre vinili, che include una buona percentuale dei nomi più chiacchierati del momento, quelli della cosiddetta “Minimal” fatta di Techno, House, Deep House e Tech House. Rilevante la quantità di materiale radunato, come del resto l’incidenza dei nomi selezionati: dai dOP ad Henrik Schwarz, dai Soul Clap a Jesse Rose, da Sebo K a SIS, dai Tiefschwarz a Butch passando per M.A.N.D.Y. vs Lopazz, Maceo Plex, Catz ‘n Dogz, Marco Resmann, Ryan Crosson, Mike Shannon, Mathias Kaden ed altri ancora. Il problema però è che alla fine quello che rimane impresso di queste (ben) 27 tracce è veramente poco, e tra l’altro difficilmente distinguibile in mezzo alla giungla di loop che caratterizza la stragrande maggioranza di club music in circolazione. A composizioni dalla linea creativa più marcata (quelle di Benoit & Sergio, Ruede Hagelstein, DJ Sneak, Lee Jones, Guillaume & The Coutu Dumonts, Kiki, Djulz & Aera Negrot ed Oliver Koletzki -quest’ultimo adagiato su un Downtempo quasi jazzato), se ne alternano altre che trovo un pò noiose e soporifere, talvolta al limite dello sbadiglio, che non aggiungono nulla a quanto la Techno/House (soprattutto tedesca) enuncia da anni a questa parte. In molti punti “Watergate X” appare come un quadro di soluzioni fin troppo lineari e che riescono ad eludere a malapena la prevedibilità, e il potente master a firma Andreas Kauffelt non basta per riempire i vuoti creativi di alcuni artisti, esaltati dalla stampa ma che in realtà offrono ben poco in termini di innovazione. In circolazione ci sarà anche un collector box set limitato ai 700 esemplari, che racchiuderà, oltre ai due CD (unmixed) e i tre vinili (con 12 brani, per ovvi motivi di spazio), un poster, il DVD con la storia del club affacciato sulla Sprea, ed un photo book di 270 pagine. Segnalo, infine, che il digitale raccoglierà due ulteriori bonus track, a firma Mitja Prinz e Sven VT & Sierra Sam.

Giosuè Impellizzeri

Giornalista musicale, consulente per eventi, reporter per festival internazionali, produttore discografico, A&R e promoter per una label, autore della colonna sonora di un videogame, autore di un libro dedicato alla Dance anni Novanta, selezionatore e redattore di shows radiofonici, Dottore in Beni Culturali: tutto in uno. Giosuè Impellizzeri da un lato, DJ Gio MC-505 dall'altro. Le prime recensioni appaiono su una fanzine, nel 1996. Dopo quattro anni inizia il viaggio che si sviluppa su testate cartacee e sul web (TheDanceWeb, Cubase, Trend Discotec, DiscoiD, Radio Italia Network, TechnoDisco, Jay Culture, Soundz, Disc-Jockey.it, Basebog, La Nuit, Jocks Mag, AmPm Magazine). Ogni anno dà vita ad oltre seicento pubblicazioni, tra articoli, recensioni ed interviste realizzate in ogni angolo del pianeta. Tutto ciò gli vale la nomina, da parte di altri esponenti del settore, di 'techno giornalista', rientrando tra i pionieri italiani del giornalismo musicale sul web. Nel 2002 fa ingresso nel circolo dei DJs che si esibiscono in Orgasmatron, contenitore musicale di Radio Italia Network, proponendo per primo in un network italiano appartenente alla fascia del mainstream un certo tipo di Electro, imparentata con la Disco, il Synth Pop e la Techno. Nel medesimo periodo conduce, per la stessa emittente e in particolare per il programma di Tony H e Lady Helena, la rubrica TGH in veste di inviato speciale alla ricerca di novità musicali provenienti da tutto il mondo. Per quel che concerne la sfera della produzione discografica, dopo le demo tracks realizzate nella seconda metà degli anni Novanta, incide il primo EP tra 2001 e 2002, "Android's Society", che contiene "Commodore Generation", remixata dai finlandesi Ural 13 Diktators, finita nella top-ten dei più suonati sulle passerelle di moda milanesi e supportata da nomi importanti tra cui Tampopo, David Carretta, Vitalic, Capri, DJ Hell e Romina Cohn. La storia continua con altre esperienze, vissute prima tra le mura della H*Plus di Tony H ("Tameshi Wari EP" e "Superstar Heroes EP") e poi tra le fila delle tedesche Vokuhila ("Engel Und Teufel EP", con "El Diablero" remixato dagli Hong Kong Counterfeit e Maxx Klaxon), 38db Tonsportgruppe ("Borneo EP", col remix Electro Disco di Chris Kalera) e della slovena Fargo (col rombante "Technomotor EP"). Dal 2005 al 2008 affianca Francesco Passantino e Francesco Zappalà nella conduzione della Tractorecords e della Laboraudio, digital-label concepita come laboratorio di musica finalizzata alla valorizzazione di artisti appartenenti al sottobosco creativo. Poi collabora col bolognese Wawashi DJ (oggi nel chiacchierato progetto Hard Ton) per "Gary Gay", si lascia remixare dallo svedese Joel 'Jor-El' Alter ("Stroboscopic Life"), partecipa al "The Church Of Pippi Langstrumpf" su Dischi Bellini e viene invitato dall'etichetta berlinese Das Drehmoment a prendere parte al progetto "Rückwärts Im Uhrzeigersinn" insieme ad altri artisti di spessore internazionale tra cui Kalson, Replicant, Makina Girgir, Starcluster e Polygamy Boys. Nel 2010, dopo nuove esperienze discografiche ("Gaucho", su Disco Volante Recordings, coi remix di Gabe Catanzaro, Hard Ton, Valyom & Karada, Midnight Express e Bangkok Impact, e "The World In A Pocket EP", su Prodamkey/Analog Dust, avvalorato dalle versioni di -=UHU=-, Alek Stark, Downrocks, Snuff Crew, Gesloten Cirkel e Metacid), diventa free lance per DJ Mag Italia, versione italiana della celeberrima testata editoriale inglese dedicata alla musica elettronica e alla DJculture. In parallelo fonda, con l'amico Mr. Technium, la Sauroid, etichetta che si propone come punto di raccordo e diffusione di diversi stili tra cui Acid House, Italo Disco, Electro, Nu Rave e Chiptune.

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