Ceephax – Cro Magnox (WéMè Records)

E’ la belga WéMè Records a mettere le grinfie sul nuovo Album di Andy Jenkinson, noto come Ceephax Acid Crew ma anche per essere il fratello minore di Squarepusher. Per l’occasione, mutilando il suo moniker (probabilmente perché all’Acid qui non spetta svolgere ruolo da protagonista), il visionario compositore britannico lascia nuovamente spiazzato l’ascoltatore con la sua proverbiale naturalezza nel trattare stili eterogenei ma con assoluta destrezza e padronanza. In “Cro Magnox”, infatti, è difficile individuare un preciso filo conduttore, visto che ogni brano in esso contenuto declina forme sonore multiple, dalle cortorsioni ritmiche di “Cooling Ponds (Drowning)” alle celestiali corone arpeggiate di “National Grid”, dalle eteree atmosfere di “Winterlo” alle pacatezza rilassata di “Natural Spectrum”, dall’astrazione IDM di “Memory Lake” all’Electro Disco venata di Acid di “Camelot Science”, “Transcontinental Power Lines” e “Quincy’s Classic”, che giungono giusto in tempo per rammentare che dietro tutto c’è proprio “quel” Ceephax. “Cro Magnox” (una sorta di ammiccamento a Cro-Magnon?), “Imperial Lounge (Maximillion)”, “Cobra Mist (Pylon Emotions)” (che mi ricorda le orchestralizzazioni di Wendy Carlos) e “Forest Zone 303” celano elettronica/Ambient trattata coi guanti di velluto, “Voyage Of Excellox” e “Flight Of The Condor” porgono un tappeto emozionale di matrice Electro, sebbene la cassa segua il canonico 4/4, rintocco rassicurante che abbraccia pure la soavità di “Reactor”. Ne resta solo una su cui passare sopra la puntina, “Newhaven Lights”, che incrocia la tipica asperità dell’Acid con dolciastri pad. La magia di Andy Jenkinson, alla fine, sta proprio nel saper mettere insieme cose apparentemente discordanti: come un vecchio orafo, è intento a centellinare i suoni, dosare con parsimonia il ritmo e il bassline, enfatizzare la melodia o l’arpeggio. Me lo immagino come uno a cui piace, contemporaneamente, il bianco e il nero, come quel celebre biscotto italiano che, tanti anni or sono, sdoganò il bizzarro accostamento bicolore con un sottile riferimento interrazziale.

Giosuè Impellizzeri

Giornalista musicale, consulente per eventi, reporter per festival internazionali, produttore discografico, A&R e promoter per una label, autore della colonna sonora di un videogame, autore di un libro dedicato alla Dance anni Novanta, selezionatore e redattore di shows radiofonici, Dottore in Beni Culturali: tutto in uno. Giosuè Impellizzeri da un lato, DJ Gio MC-505 dall'altro. Le prime recensioni appaiono su una fanzine, nel 1996. Dopo quattro anni inizia il viaggio che si sviluppa su testate cartacee e sul web (TheDanceWeb, Cubase, Trend Discotec, DiscoiD, Radio Italia Network, TechnoDisco, Jay Culture, Soundz, Disc-Jockey.it, Basebog, La Nuit, Jocks Mag, AmPm Magazine). Ogni anno dà vita ad oltre seicento pubblicazioni, tra articoli, recensioni ed interviste realizzate in ogni angolo del pianeta. Tutto ciò gli vale la nomina, da parte di altri esponenti del settore, di 'techno giornalista', rientrando tra i pionieri italiani del giornalismo musicale sul web. Nel 2002 fa ingresso nel circolo dei DJs che si esibiscono in Orgasmatron, contenitore musicale di Radio Italia Network, proponendo per primo in un network italiano appartenente alla fascia del mainstream un certo tipo di Electro, imparentata con la Disco, il Synth Pop e la Techno. Nel medesimo periodo conduce, per la stessa emittente e in particolare per il programma di Tony H e Lady Helena, la rubrica TGH in veste di inviato speciale alla ricerca di novità musicali provenienti da tutto il mondo. Per quel che concerne la sfera della produzione discografica, dopo le demo tracks realizzate nella seconda metà degli anni Novanta, incide il primo EP tra 2001 e 2002, "Android's Society", che contiene "Commodore Generation", remixata dai finlandesi Ural 13 Diktators, finita nella top-ten dei più suonati sulle passerelle di moda milanesi e supportata da nomi importanti tra cui Tampopo, David Carretta, Vitalic, Capri, DJ Hell e Romina Cohn. La storia continua con altre esperienze, vissute prima tra le mura della H*Plus di Tony H ("Tameshi Wari EP" e "Superstar Heroes EP") e poi tra le fila delle tedesche Vokuhila ("Engel Und Teufel EP", con "El Diablero" remixato dagli Hong Kong Counterfeit e Maxx Klaxon), 38db Tonsportgruppe ("Borneo EP", col remix Electro Disco di Chris Kalera) e della slovena Fargo (col rombante "Technomotor EP"). Dal 2005 al 2008 affianca Francesco Passantino e Francesco Zappalà nella conduzione della Tractorecords e della Laboraudio, digital-label concepita come laboratorio di musica finalizzata alla valorizzazione di artisti appartenenti al sottobosco creativo. Poi collabora col bolognese Wawashi DJ (oggi nel chiacchierato progetto Hard Ton) per "Gary Gay", si lascia remixare dallo svedese Joel 'Jor-El' Alter ("Stroboscopic Life"), partecipa al "The Church Of Pippi Langstrumpf" su Dischi Bellini e viene invitato dall'etichetta berlinese Das Drehmoment a prendere parte al progetto "Rückwärts Im Uhrzeigersinn" insieme ad altri artisti di spessore internazionale tra cui Kalson, Replicant, Makina Girgir, Starcluster e Polygamy Boys. Nel 2010, dopo nuove esperienze discografiche ("Gaucho", su Disco Volante Recordings, coi remix di Gabe Catanzaro, Hard Ton, Valyom & Karada, Midnight Express e Bangkok Impact, e "The World In A Pocket EP", su Prodamkey/Analog Dust, avvalorato dalle versioni di -=UHU=-, Alek Stark, Downrocks, Snuff Crew, Gesloten Cirkel e Metacid), diventa free lance per DJ Mag Italia, versione italiana della celeberrima testata editoriale inglese dedicata alla musica elettronica e alla DJculture. In parallelo fonda, con l'amico Mr. Technium, la Sauroid, etichetta che si propone come punto di raccordo e diffusione di diversi stili tra cui Acid House, Italo Disco, Electro, Nu Rave e Chiptune.

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