Robert Calvin – Humans Not Allowed EP (Interstellar Tracks)

Robert Calvin - Humans Not Allowed I più attenti lo ricorderanno per alcuni lodevoli brani, pubblicati oltre dieci anni fa sull’ormai defunta Star Whores Records di Alek Stark. Lo sbarco sulla Turbo di Tiga, nel 2004, poi fece immaginare una carriera in ascesa , eppure fu proprio quel traguardo a segnare una lunga pausa per l’iberico, almeno per quel che riguarda lo scenario Electro/Disco visto che in ambiti IDM/Techno si è tenuto impegnato sotto altri moniker (Q_ix, Groof). A quasi un decennio da “Methods Of Dance”, Roberto Gemela­n torna quindi ad incarnarsi in Robert Calvin (spronato da Interstellar Tracks), e si infila nuovamente nei meandri della Disco sintetica in cui melodia e ritmo vengono fusi alla perfezione con l’intento di proiettare diapositive di generi del passato (Italo Disco, Synth Pop). La title track, “Humans Not Allowed”, mette insieme tutto quello che c’era nei brani prodotti nel primo lustro degli Ottanta, dal basso rotolante agli assoli di sintetizzatore avvolti in caldi pad. L’effetto nostalgico è amplificato in “Electric Love Drama” da cascate cristalline di celestiali arpeggi contrapposti al (classico) disegno di basso ottavato in sedicesimi. Piccolo scorcio anche sull’Hip Hop/Electro con “Breaker Robotto”, ma non aspettatevi niente in stile Afrika Bambaataa, Egyptian Lover o Hashim: tolte le sincopi ritmiche, il resto è Electro/Disco melodica, a cui probabilmente non avrebbe fatto male una parte vocale vocoderizzata. A tirare il sipario è “Positronic Brain”, venato di chiaro vintage Hi NRG (ricordate le percussioni tanto care a Bobby Orlando?). Pubblicato prima della pausa estiva (l’8 luglio), il 12″ lo trovate su Bandcamp ma fate in fretta perchè, come al solito, ne sono stati stampati appena 200.

Giosuè Impellizzeri

Giornalista musicale, consulente per eventi, reporter per festival internazionali, produttore discografico, A&R e promoter per una label, autore della colonna sonora di un videogame, autore di un libro dedicato alla Dance anni Novanta, selezionatore e redattore di shows radiofonici, Dottore in Beni Culturali: tutto in uno. Giosuè Impellizzeri da un lato, DJ Gio MC-505 dall'altro. Le prime recensioni appaiono su una fanzine, nel 1996. Dopo quattro anni inizia il viaggio che si sviluppa su testate cartacee e sul web (TheDanceWeb, Cubase, Trend Discotec, DiscoiD, Radio Italia Network, TechnoDisco, Jay Culture, Soundz, Disc-Jockey.it, Basebog, La Nuit, Jocks Mag, AmPm Magazine). Ogni anno dà vita ad oltre seicento pubblicazioni, tra articoli, recensioni ed interviste realizzate in ogni angolo del pianeta. Tutto ciò gli vale la nomina, da parte di altri esponenti del settore, di 'techno giornalista', rientrando tra i pionieri italiani del giornalismo musicale sul web. Nel 2002 fa ingresso nel circolo dei DJs che si esibiscono in Orgasmatron, contenitore musicale di Radio Italia Network, proponendo per primo in un network italiano appartenente alla fascia del mainstream un certo tipo di Electro, imparentata con la Disco, il Synth Pop e la Techno. Nel medesimo periodo conduce, per la stessa emittente e in particolare per il programma di Tony H e Lady Helena, la rubrica TGH in veste di inviato speciale alla ricerca di novità musicali provenienti da tutto il mondo. Per quel che concerne la sfera della produzione discografica, dopo le demo tracks realizzate nella seconda metà degli anni Novanta, incide il primo EP tra 2001 e 2002, "Android's Society", che contiene "Commodore Generation", remixata dai finlandesi Ural 13 Diktators, finita nella top-ten dei più suonati sulle passerelle di moda milanesi e supportata da nomi importanti tra cui Tampopo, David Carretta, Vitalic, Capri, DJ Hell e Romina Cohn. La storia continua con altre esperienze, vissute prima tra le mura della H*Plus di Tony H ("Tameshi Wari EP" e "Superstar Heroes EP") e poi tra le fila delle tedesche Vokuhila ("Engel Und Teufel EP", con "El Diablero" remixato dagli Hong Kong Counterfeit e Maxx Klaxon), 38db Tonsportgruppe ("Borneo EP", col remix Electro Disco di Chris Kalera) e della slovena Fargo (col rombante "Technomotor EP"). Dal 2005 al 2008 affianca Francesco Passantino e Francesco Zappalà nella conduzione della Tractorecords e della Laboraudio, digital-label concepita come laboratorio di musica finalizzata alla valorizzazione di artisti appartenenti al sottobosco creativo. Poi collabora col bolognese Wawashi DJ (oggi nel chiacchierato progetto Hard Ton) per "Gary Gay", si lascia remixare dallo svedese Joel 'Jor-El' Alter ("Stroboscopic Life"), partecipa al "The Church Of Pippi Langstrumpf" su Dischi Bellini e viene invitato dall'etichetta berlinese Das Drehmoment a prendere parte al progetto "Rückwärts Im Uhrzeigersinn" insieme ad altri artisti di spessore internazionale tra cui Kalson, Replicant, Makina Girgir, Starcluster e Polygamy Boys. Nel 2010, dopo nuove esperienze discografiche ("Gaucho", su Disco Volante Recordings, coi remix di Gabe Catanzaro, Hard Ton, Valyom & Karada, Midnight Express e Bangkok Impact, e "The World In A Pocket EP", su Prodamkey/Analog Dust, avvalorato dalle versioni di -=UHU=-, Alek Stark, Downrocks, Snuff Crew, Gesloten Cirkel e Metacid), diventa free lance per DJ Mag Italia, versione italiana della celeberrima testata editoriale inglese dedicata alla musica elettronica e alla DJculture. In parallelo fonda, con l'amico Mr. Technium, la Sauroid, etichetta che si propone come punto di raccordo e diffusione di diversi stili tra cui Acid House, Italo Disco, Electro, Nu Rave e Chiptune.

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