Kord – Absence Of Fear (Börft Records)

    Kord - Absence Of Fear Entrai nell’orbita di Kord qualche anno fa con “Soviet Stars”, che mi fece riassaporare il piacere che mi davano i dischi della Invasion Planète, un combo tra Electro e Synth Pop minimale d’altri tempi. Adesso Johan Sturesson torna con un 12″ in cui riverbera l’amore per l’Acid ma non ricorrendo ai soliti retaggi/copie carbone dei pezzi usciti sulle label di Chicago nella seconda metà degli Ottanta. La visione dell’autore appare più ampia e completa rispetto a chi preferisce camminare sulle stesse impronte di chi è passato prima, e lo capiamo subito ascoltando “2 Parts Missing” in cui, oltre alla sinuosa arcatura della TB-303, ci sono echi di ipnotica vintage Trance. I ritmi plastici kraftwerkiani, con un prolungato bip in stile Trio (Casio VL-Tone docet) segnano il passo di “Bag So Blue”, insieme a ricami electroidi, curvature dark, sezioni minimalizzate di batteria, basso e blip sfuggenti. Approccio simile riguarda anche “Trainwreck”, coi beat basici ed essenziali abbinati al basso che danza ed apre la strada verso scenari acidi. Con “Eyes Insane” e “Lip Gloss” tornano echi dei robot di Düsseldorf (“It’s More Fun To Compute” e più in generale dall’album “Computerwelt” del 1981) con attitudini Synth Pop/New Wave, assemblate col minimalismo tipico di chi, in quegli anni, registrava musica nelle proprie camere da letto con mezzi di fortuna. Conclude “In Absence”, dove l’Acid viene smembrata in frammenti: i cocci del basso generato dall’incrocio tra cutoff/resonance diventano indizi disseminati su percorsi non canonici per lo stile a cui la TB-303 è legata dai tempi di “Acid Tracks” dei Phuture. [Giosuè Impellizzeri]

    Giosuè Impellizzeri

    Giornalista musicale, consulente per eventi, reporter per festival internazionali, produttore discografico, A&R e promoter per una label, autore della colonna sonora di un videogame, autore di un libro dedicato alla Dance anni Novanta, selezionatore e redattore di shows radiofonici, Dottore in Beni Culturali: tutto in uno. Giosuè Impellizzeri da un lato, DJ Gio MC-505 dall'altro. Le prime recensioni appaiono su una fanzine, nel 1996. Dopo quattro anni inizia il viaggio che si sviluppa su testate cartacee e sul web (TheDanceWeb, Cubase, Trend Discotec, DiscoiD, Radio Italia Network, TechnoDisco, Jay Culture, Soundz, Disc-Jockey.it, Basebog, La Nuit, Jocks Mag, AmPm Magazine). Ogni anno dà vita ad oltre seicento pubblicazioni, tra articoli, recensioni ed interviste realizzate in ogni angolo del pianeta. Tutto ciò gli vale la nomina, da parte di altri esponenti del settore, di 'techno giornalista', rientrando tra i pionieri italiani del giornalismo musicale sul web. Nel 2002 fa ingresso nel circolo dei DJs che si esibiscono in Orgasmatron, contenitore musicale di Radio Italia Network, proponendo per primo in un network italiano appartenente alla fascia del mainstream un certo tipo di Electro, imparentata con la Disco, il Synth Pop e la Techno. Nel medesimo periodo conduce, per la stessa emittente e in particolare per il programma di Tony H e Lady Helena, la rubrica TGH in veste di inviato speciale alla ricerca di novità musicali provenienti da tutto il mondo. Per quel che concerne la sfera della produzione discografica, dopo le demo tracks realizzate nella seconda metà degli anni Novanta, incide il primo EP tra 2001 e 2002, "Android's Society", che contiene "Commodore Generation", remixata dai finlandesi Ural 13 Diktators, finita nella top-ten dei più suonati sulle passerelle di moda milanesi e supportata da nomi importanti tra cui Tampopo, David Carretta, Vitalic, Capri, DJ Hell e Romina Cohn. La storia continua con altre esperienze, vissute prima tra le mura della H*Plus di Tony H ("Tameshi Wari EP" e "Superstar Heroes EP") e poi tra le fila delle tedesche Vokuhila ("Engel Und Teufel EP", con "El Diablero" remixato dagli Hong Kong Counterfeit e Maxx Klaxon), 38db Tonsportgruppe ("Borneo EP", col remix Electro Disco di Chris Kalera) e della slovena Fargo (col rombante "Technomotor EP"). Dal 2005 al 2008 affianca Francesco Passantino e Francesco Zappalà nella conduzione della Tractorecords e della Laboraudio, digital-label concepita come laboratorio di musica finalizzata alla valorizzazione di artisti appartenenti al sottobosco creativo. Poi collabora col bolognese Wawashi DJ (oggi nel chiacchierato progetto Hard Ton) per "Gary Gay", si lascia remixare dallo svedese Joel 'Jor-El' Alter ("Stroboscopic Life"), partecipa al "The Church Of Pippi Langstrumpf" su Dischi Bellini e viene invitato dall'etichetta berlinese Das Drehmoment a prendere parte al progetto "Rückwärts Im Uhrzeigersinn" insieme ad altri artisti di spessore internazionale tra cui Kalson, Replicant, Makina Girgir, Starcluster e Polygamy Boys. Nel 2010, dopo nuove esperienze discografiche ("Gaucho", su Disco Volante Recordings, coi remix di Gabe Catanzaro, Hard Ton, Valyom & Karada, Midnight Express e Bangkok Impact, e "The World In A Pocket EP", su Prodamkey/Analog Dust, avvalorato dalle versioni di -=UHU=-, Alek Stark, Downrocks, Snuff Crew, Gesloten Cirkel e Metacid), diventa free lance per DJ Mag Italia, versione italiana della celeberrima testata editoriale inglese dedicata alla musica elettronica e alla DJculture. In parallelo fonda, con l'amico Mr. Technium, la Sauroid, etichetta che si propone come punto di raccordo e diffusione di diversi stili tra cui Acid House, Italo Disco, Electro, Nu Rave e Chiptune.

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