ArD2 – 2084 The Mixes (Frigio Records)

Dall’etichetta spagnola fondata da Juanpablo, tra le poche ad essere sopravvissute alla rovinosa crisi economica e musicale che ha azzerato molte realtà della penisola iberica, continuano ad arrivare piacevoli sorprese, soprattutto per quel che concerne le uscite riservate al formato vinilico, come questa. Gli ArD2, duo ancora troppo poco conosciuto ma con tutte le carte in regola per farsi notare, fanno registrare il loro esordio con un progetto che tende a rivalutare, per l’ennesima volta, l’Electro dei tempi passati ma che, a giudicare dal numero crescente di producers e labels che la usano come motivo ispiratore, non è ancora da reputare archiviata. “Inside The Rock” sembra quasi galleggiare su soffici cuscini di suono astrale, e la sua particolarità risiede nell’essere una storia narrata da una voce fuori campo, dall’effetto ‘sbarco sulla Luna’. Più vigoroso invece lo sferragliante mosaico ritmico di “2085”: destati dal torpore iniziale, i due prendono il giusto mood per oscillare in mezzo a suoni meccanici. Con “Awakening” si tende a tornare indietro, sull’uso delle voci utilizzate come modulo d’incastro in suoni melanconici posati su una stesura bucata al centro da un distorsore. Di pregio i remixes, sia quello che Juanpablo realizza proprio per “Awakening”, tentando (non invanamente) una sorta di reincarnazione nella Detroit Electro in stile Underground Resistance, fibrillante nel ritmo e nell’uso (moderato) di melodie arpeggiate, sia quello dell’immenso Heinrich Mueller (per “Inside The Rock”), che declama a gran voce i dettami della sua Electro scientifica, restando sospeso a mezz’aria, quasi per magia di una levitazione innescata da un suono minimalista e spesso sospinto in lugubri antri. La Frigio ha già messo le grinfie sull’album degli ArD2, lavoro da cui potrebbero provenire i nuovi spunti per la cosiddetta Sci-Fi Electro di cui si fecero promotori, anni fa, i tedeschi Kitbuilders.

Giosuè Impellizzeri

Giornalista musicale, consulente per eventi, reporter per festival internazionali, produttore discografico, A&R e promoter per una label, autore della colonna sonora di un videogame, autore di un libro dedicato alla Dance anni Novanta, selezionatore e redattore di shows radiofonici, Dottore in Beni Culturali: tutto in uno. Giosuè Impellizzeri da un lato, DJ Gio MC-505 dall'altro. Le prime recensioni appaiono su una fanzine, nel 1996. Dopo quattro anni inizia il viaggio che si sviluppa su testate cartacee e sul web (TheDanceWeb, Cubase, Trend Discotec, DiscoiD, Radio Italia Network, TechnoDisco, Jay Culture, Soundz, Disc-Jockey.it, Basebog, La Nuit, Jocks Mag, AmPm Magazine). Ogni anno dà vita ad oltre seicento pubblicazioni, tra articoli, recensioni ed interviste realizzate in ogni angolo del pianeta. Tutto ciò gli vale la nomina, da parte di altri esponenti del settore, di 'techno giornalista', rientrando tra i pionieri italiani del giornalismo musicale sul web. Nel 2002 fa ingresso nel circolo dei DJs che si esibiscono in Orgasmatron, contenitore musicale di Radio Italia Network, proponendo per primo in un network italiano appartenente alla fascia del mainstream un certo tipo di Electro, imparentata con la Disco, il Synth Pop e la Techno. Nel medesimo periodo conduce, per la stessa emittente e in particolare per il programma di Tony H e Lady Helena, la rubrica TGH in veste di inviato speciale alla ricerca di novità musicali provenienti da tutto il mondo. Per quel che concerne la sfera della produzione discografica, dopo le demo tracks realizzate nella seconda metà degli anni Novanta, incide il primo EP tra 2001 e 2002, "Android's Society", che contiene "Commodore Generation", remixata dai finlandesi Ural 13 Diktators, finita nella top-ten dei più suonati sulle passerelle di moda milanesi e supportata da nomi importanti tra cui Tampopo, David Carretta, Vitalic, Capri, DJ Hell e Romina Cohn. La storia continua con altre esperienze, vissute prima tra le mura della H*Plus di Tony H ("Tameshi Wari EP" e "Superstar Heroes EP") e poi tra le fila delle tedesche Vokuhila ("Engel Und Teufel EP", con "El Diablero" remixato dagli Hong Kong Counterfeit e Maxx Klaxon), 38db Tonsportgruppe ("Borneo EP", col remix Electro Disco di Chris Kalera) e della slovena Fargo (col rombante "Technomotor EP"). Dal 2005 al 2008 affianca Francesco Passantino e Francesco Zappalà nella conduzione della Tractorecords e della Laboraudio, digital-label concepita come laboratorio di musica finalizzata alla valorizzazione di artisti appartenenti al sottobosco creativo. Poi collabora col bolognese Wawashi DJ (oggi nel chiacchierato progetto Hard Ton) per "Gary Gay", si lascia remixare dallo svedese Joel 'Jor-El' Alter ("Stroboscopic Life"), partecipa al "The Church Of Pippi Langstrumpf" su Dischi Bellini e viene invitato dall'etichetta berlinese Das Drehmoment a prendere parte al progetto "Rückwärts Im Uhrzeigersinn" insieme ad altri artisti di spessore internazionale tra cui Kalson, Replicant, Makina Girgir, Starcluster e Polygamy Boys. Nel 2010, dopo nuove esperienze discografiche ("Gaucho", su Disco Volante Recordings, coi remix di Gabe Catanzaro, Hard Ton, Valyom & Karada, Midnight Express e Bangkok Impact, e "The World In A Pocket EP", su Prodamkey/Analog Dust, avvalorato dalle versioni di -=UHU=-, Alek Stark, Downrocks, Snuff Crew, Gesloten Cirkel e Metacid), diventa free lance per DJ Mag Italia, versione italiana della celeberrima testata editoriale inglese dedicata alla musica elettronica e alla DJculture. In parallelo fonda, con l'amico Mr. Technium, la Sauroid, etichetta che si propone come punto di raccordo e diffusione di diversi stili tra cui Acid House, Italo Disco, Electro, Nu Rave e Chiptune.

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