Patrick Vano – The Other Side Of Me (Mo’s Ferry Prod.)

Patrick Vano, all’anagrafe Patrick Häussler, è un newcomer per metà. DJ sin dai primi anni Novanta, esce allo scoperto come produttore solamente nel 2011 quando, nascosto dietro l’alias Peddy, firma “Sinner City” insieme all’amico Vladimir Corbin. Sotto la spinta di Niklas Worgt alias Dapayk, il tedesco ora realizza il suo primo Album, anticipato dal “Reflections EP” uscito pochi mesi fa. “The Other Side Of Me” (forse in riferimento al primo alias ormai accantonato?) è il tipico disco Techno prodotto in Germania nel 2013, fatto di tracce tenute insieme da un solo filo conduttore, il groove. Coadiuvato da una spirale acida (in “Birds & Monsters”) e da un basso magnetico sporcato dal distorsore (“Punish The Devil”), il ritmo pare essere l’unico obiettivo di Häussler, che manca di carattere ed originalità in più di qualche occasione (“Don’t Look Back” ed “Everything Is Good”, prive di ogni stimolo). “The Fool” offre quel che resta del Minimal di qualche anno fa, acquistando vigore da 3:30 in poi (dove però sembra ripescare a piene mani da “Dein Schweiss” di Sven Väth), “Bitch!” (insieme a Citizen Black) e “Burned Up Into Dust” sono esempi della moderna quanto poco coraggiosa Techno berlinese, “Simple Definition” non è male ma è necessario attendere almeno cinque minuti prima di assaporare qualcosa in più delle classiche sovrapposizioni ritmiche. Restano “Headrush”, Tech House piuttosto dormiente e colorita dai soliti suonini di cui faremmo volentieri a meno, ed “Airwaves”, piacevole ma senza quell’elemento che faccia esclamare: «bello questo!». Un Album a tratti incolore ed insapore, che sembra più una raccolta di tool realizzati al rientro di serate che un percorso studiato atto ad identificare la personalità dell’autore.

Giosuè Impellizzeri

Giornalista musicale, consulente per eventi, reporter per festival internazionali, produttore discografico, A&R e promoter per una label, autore della colonna sonora di un videogame, autore di un libro dedicato alla Dance anni Novanta, selezionatore e redattore di shows radiofonici, Dottore in Beni Culturali: tutto in uno. Giosuè Impellizzeri da un lato, DJ Gio MC-505 dall'altro. Le prime recensioni appaiono su una fanzine, nel 1996. Dopo quattro anni inizia il viaggio che si sviluppa su testate cartacee e sul web (TheDanceWeb, Cubase, Trend Discotec, DiscoiD, Radio Italia Network, TechnoDisco, Jay Culture, Soundz, Disc-Jockey.it, Basebog, La Nuit, Jocks Mag, AmPm Magazine). Ogni anno dà vita ad oltre seicento pubblicazioni, tra articoli, recensioni ed interviste realizzate in ogni angolo del pianeta. Tutto ciò gli vale la nomina, da parte di altri esponenti del settore, di 'techno giornalista', rientrando tra i pionieri italiani del giornalismo musicale sul web. Nel 2002 fa ingresso nel circolo dei DJs che si esibiscono in Orgasmatron, contenitore musicale di Radio Italia Network, proponendo per primo in un network italiano appartenente alla fascia del mainstream un certo tipo di Electro, imparentata con la Disco, il Synth Pop e la Techno. Nel medesimo periodo conduce, per la stessa emittente e in particolare per il programma di Tony H e Lady Helena, la rubrica TGH in veste di inviato speciale alla ricerca di novità musicali provenienti da tutto il mondo. Per quel che concerne la sfera della produzione discografica, dopo le demo tracks realizzate nella seconda metà degli anni Novanta, incide il primo EP tra 2001 e 2002, "Android's Society", che contiene "Commodore Generation", remixata dai finlandesi Ural 13 Diktators, finita nella top-ten dei più suonati sulle passerelle di moda milanesi e supportata da nomi importanti tra cui Tampopo, David Carretta, Vitalic, Capri, DJ Hell e Romina Cohn. La storia continua con altre esperienze, vissute prima tra le mura della H*Plus di Tony H ("Tameshi Wari EP" e "Superstar Heroes EP") e poi tra le fila delle tedesche Vokuhila ("Engel Und Teufel EP", con "El Diablero" remixato dagli Hong Kong Counterfeit e Maxx Klaxon), 38db Tonsportgruppe ("Borneo EP", col remix Electro Disco di Chris Kalera) e della slovena Fargo (col rombante "Technomotor EP"). Dal 2005 al 2008 affianca Francesco Passantino e Francesco Zappalà nella conduzione della Tractorecords e della Laboraudio, digital-label concepita come laboratorio di musica finalizzata alla valorizzazione di artisti appartenenti al sottobosco creativo. Poi collabora col bolognese Wawashi DJ (oggi nel chiacchierato progetto Hard Ton) per "Gary Gay", si lascia remixare dallo svedese Joel 'Jor-El' Alter ("Stroboscopic Life"), partecipa al "The Church Of Pippi Langstrumpf" su Dischi Bellini e viene invitato dall'etichetta berlinese Das Drehmoment a prendere parte al progetto "Rückwärts Im Uhrzeigersinn" insieme ad altri artisti di spessore internazionale tra cui Kalson, Replicant, Makina Girgir, Starcluster e Polygamy Boys. Nel 2010, dopo nuove esperienze discografiche ("Gaucho", su Disco Volante Recordings, coi remix di Gabe Catanzaro, Hard Ton, Valyom & Karada, Midnight Express e Bangkok Impact, e "The World In A Pocket EP", su Prodamkey/Analog Dust, avvalorato dalle versioni di -=UHU=-, Alek Stark, Downrocks, Snuff Crew, Gesloten Cirkel e Metacid), diventa free lance per DJ Mag Italia, versione italiana della celeberrima testata editoriale inglese dedicata alla musica elettronica e alla DJculture. In parallelo fonda, con l'amico Mr. Technium, la Sauroid, etichetta che si propone come punto di raccordo e diffusione di diversi stili tra cui Acid House, Italo Disco, Electro, Nu Rave e Chiptune.

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