#089 -Tractorecords, casa della seminal-house e bare-techno [19-02-2006]

Nata nel brullo e sassoso terreno underground italiano, la Tractorecords (www.tractorecords.com) di Francesco Passantino è tornata a far parlare di sè. Le ultime due releases viniliche, rappresentate da "The Green Sky Philosophy" di Francesco Zappalà e "Terreno K" dello stesso Passantino, hanno raccolto buoni consensi sia in Italia che oltre i confini grazie ad un sound che mischia la tech-house di paternità inglese col minimalismo che pare il trend più seguito negli ultimi mesi. Il prossimo step è quello di una nuova uscita in formato cd, la #004 del catalogo, che abbraccerà svariati brani di altrettanti artisti che gravitano attorno al pianeta Tractor. Voci attendibili di corridoio asseriscono inoltre ad un prossimo ‘rientro in carreggiata’ per Eletrik, la label nata sul finire degli anni ’90 da un’idea degli Air Kraft Vision (trio in cui militava il già citato Passantino) e la struttura milanese Dancework. Il ritorno prevede un (ovvio) rinnovamento grafico seguito da un’inedito layout sonoro assaporabile sin dalle prime releases che verranno messe in circolazione. Ultima novità riguarda la nascita dell’ufficio stampa e promozione di Tractor ed Eletrik: per infos e invio di demotracks ci si può avvalere dell’indirizzo [email protected] Tractorecords: the home of seminal house, bare techno and arid farm electronic music.

-Delon & Dalcan "Picture Of Now" (Scandium): dj Greg Delon (resident del Barlive, noto club di Montpellier) ed André Dalcan, già noto come Ultracolor e fondatore della Scandium che da diversi anni a questa parte si batte per tenere in alto la bandiera dell’electro-techno francese: questi i due che operano dietro il progetto Delon & Dalcan che ha concretizzato il lavoro dal 2004, anno in cui apparve sulla Boxer il fortunato "Dunufus E.p.". Nel loro primo mix-cd si raccolgono molte hits electro-techno-house firmate da Maximilian Skiba, Trentemøller, Digitalism, Zdar, Marc Romboy, Nathan Fake, Oliver Koletzki, Vernis, The Egg e altri ancora. Non è una selezione eccezionale ma indubbiamente è questo il sound che oggi fa ballare con più piacere le masse europee. E Delon & Dalcan, giustamente, decidono di cavalcarne l’onda.

-Eric Sneo "Slave To The Beat" -remixes- (Terminal M): estratto dall’omonimo album, "Slave To The Beat" si ripresenta in tre nuove versioni. In quella di Monika Kruse & Jochen Gühlke è una virtuosa 808 a smuovere la noia mentre spedita percussive-techno è quella del bravo Dj Preach che sa far esplodere la pista con pochi (ma azzeccatissimi) suoni. Interessante anche la versione slow di Sascha Krohn. A chiudere il rework technoide di "Snare Attack" ad opera di Tube Tech, il progetto dietro il quale si nasconde il trio formato da Udo Niebergall, Joachim Muno e Sven K.

-Matt Rowan & Jaytech "Tomorrow/Blaze" (Hope Recordings): Hope sbarca nell’emisfero australe e raccoglie la potente produzione di Matt Rowan (originario di Sydney) e James Cayzer alias Jaytech (nativo di Canberra). La doppietta porta la nota label inglese (giunta così al suo #058) ad uniformarsi il più possibile col movimento ‘post-house’ tedesco: beats semplici, basslines importati dall’electro, vocoder ed aperture trance sono le colonne portanti di "Tomorrow". "Blaze" ne è simile ma con un tocco bleepy in più. Davvero bravi questi australiani.

-Dirt Crew "The First Chapter" (Dirt Crew Recordings): primo album per il duo formato, un pò per gioco, da Peter Gijselaers (aka Break 3000) e Felix B. Eder. Il punto focale del lavoro è la ghetto-tech e la dirty-house, la fenomenologia nata da un accorto riadattamento della più anziana chicago-house di fine anni ’80. Tralasciando la noia di "What You Want", in "The First Chapter" appaiono buoni spunti come "Give Me House" e "Check This Out" che rimettono un pò in gioco la house di matrice elettronica che inizia ad essere fin troppo banale ed alquanto prevedibile.

-Electrotec "I Love The Bassline/Work That Body" (Punk Funk Records): due le tracce incise su questo Punk Funk #008 proveniente dalla umida Inghilterra, entrambe prodotte da Darren Pearce. Entrambe si posizionano a metà strada tra il big-beat e il più violento breakbeat che proprio in Inghilterra vede un forte momento di celebrità. Interferenze acidule tranciano i beats spezzati coadiuvati da bassi sordi e profondi che rendono il tutto molto appetibile per le selezioni ‘sincopate’.

-Newcleus "Destination Earth" (Dominance Electricity): dopo Kraftwerk, Rockets, Telex, Arabian Prince ed Eleanor Academia assistiamo al ritorno dei Newcleus, band che sarà piacevolmente ricordata da chi oggi ha più di 25 anni. Nato nel lontano 1981 da un’idea di Ben ‘Cozmo D’ Cenac e Bob ‘Chilly B’ Crafton, Newcleus ha contribuito più che attivamente alla nascita del movimento electro (è loro il classico "Jam on Revenge (The Wikki-Wikki Song)" che all’epoca andava a braccetto col funk, jazz ed hip-hop. Investiti da una sorta di missione che in breve li avrebbe portati a scalare molte charts internazionali, i Newcleus ritornano con un nuovo 12" che rompe il lungo silenzio che li avvolgeva da quasi un decennio. Sonorità electro 80’s sono ravvivate da due remix (di Sbassship e Reeno) che ci trascinano nuovamente verso l’electro-funk non molto indicata alle attuali piste da ballo ma più che affascinante dal punto di vista creativo.

-Aa.Vv. "My Definition Of House Music Part 3" (International Deejay Gigolo): prosegue la collection ideata da Dj Hell circa un anno fa con la quale si riporta a galla il meglio della house underground che ha scritto parte della storia della musica dance. Sul lato a la gemma chicago di 33 1/3 Queen, "Searchin", ipnotica quel che basta per far muovere anche le folle di oggi mentre sul b "Reach Up To Mars" di Earth People, a cavallo tra la house e il funky degli anni ’70.

-Mossa "Some Eat It Raw" (Circus): l’artista canadese (di Montreal) si diverte a giocare col minimale e a sbattere ritmi basici su basslines ovattati ed arrangiamenti afro. Andature saltellanti ("Anagram" ne è l’esempio lampante) si avvinghiano a situazioni ai confini col deep e col rumorismo ("Aire Guerrero"). Per il resto ci si trova a fronteggiare con una microhouse ancor più micro di quella spinta da Steve Bug negli ultimi anni. Con un pò d’attenzione troverete anche una ghost-track, la #14, che ruota attorno ad uno sketch comico contro il nostro premier. La parigina Circus apprezza e lo manda in stampa insieme al resto.

-Aa.Vv. "Best Of Exun" (Exun): il primo progetto edito su cd dalla piccola label monegasca diretta da Dj Linus fa il punto della situazione sul lavoro svolto nei primi 6 anni di attività (1999-2005). La tracklist dunque ruota attorno alle gemme migliori estratte da un catalogo che non è mai sceso a compromessi col mercato. Lo stile infatti rimane saldamente legato alla house della vecchia scuola con davvero poche inserzioni elettroniche. Old-school anche la tecnica con la quale le tracce sono state assemblate, quella dalla quale vengono fuori deliziose imperfezioni che ci fanno capire quanto sia insostituibile il tocco magico del vinile.

-Marc Romboy "Gemini" (Systematic): accantonato il passato più easy legato alla musica da chart (era lui il Marc del progetto Marc et Claude), Marc Romboy continua a sfruttare a pieno regime il binomio electro-house. In "Gemini" (la cui produzione è stata coadiuvata da Stephan Bodzin e 45 Rocks) beats lineari della house (e della più vecchia disco) s’infilano in matasse plastiche, bassi di plexiglas e strutture geometriche che richiamano lo stile della post-house del nuovo millennio. A ciò s’aggiungono anche deep-strings atmosferiche che si combinano coi ritmi dance dando vita ad uno stile fluido e piacevole sin dalle prime battute. Dalla minimale di "Jigsaw" e "Model 1601" a stilemi electro-vintage di "Himalia" ed "Underground?" sino alla disco house di "SL Mirage" ed "Impact Disco". Gemme preziose le collaborazioni strette con Tommie Sunshine, Blake Baxter e Robert Owens che rendono il ‘piatto’ ancor più appetitoso.

-Aa.Vv. "Reactivate" (Resist Music): la londinese Resist fa tornare in vita due capitoli della leggendaria saga "Reactivate" che nei primi anni ’90 rappresentava il meglio della dance elettronica europea. Con oltre 700.000 copie vendute, lo storico progetto viene ristampato per restituirci (e scoprire per chi non c’era) la rave techno, l’hard dance e la vintage trance. Qualche esempio ? "Schöneberg" di Marmion, "Outside World" di Sunbeam, "Loops & Tings" di Jens, "Access" di Dj Misjah & Dj Tim, "Can’t Stop" dei Komakino e l’incredibile "Lost In Love" di Legend B. Oltre ai ricordi probabilmente "Reactivate" porterà anche qualche lacrima nostalgica.

-Player "Twenty Three" (Player): Player, il misterioso team anglosassone, riappare per la ventitreesima volta con un vinile dalla sottile bellezza che passa, con straordinaria dimestichezza, dalla techno all’electro. Le quattro tracce presenti, naturalmente prive di titoli, si snodano su una fragorosa techno-funk in pieno japanese style (a1) e su divertenti giochi audio dai quali trapela l’amore per gli anni ’70 (b1). Poi una sorta di bootleg tra l’elettronica ed un classico black (a2) e una rivisitazione italo-funk (b2). Per ulteriori infos www.infamousplayer.com.

-Dj Maxximus "Bass The World" (MG77): nata da una costola della più anziana Mental Groove di Ginevra, la MG77 rilascia la sua prima compilation. A selezionarla è l’A&R della stessa label, Frederic Stader noto in passato come Din-St ed ora nelle vesti di Dj Maxximus, vero patito del grime, drum’n’bass, jungle e 2step. Le 31 tracce che figurano in "Bass The World" si muovono su territori spigolosi ed irti di sonorità electronic dub. Tra i tanti anche Ed Dmx, meglio conosciuto come DMX Krew.

-Mikkel Metal "Victimizer" (Kompakt): primo album per il danese Mikkel Meldgaard da sempre scagliato contro le regole e gli stereotipi che spesso avvolgono la musica dance. In questo full-lenght emergono stili di nicchia come il dub, l’indie-rock, il vocoder-pop e la minimal-techno che la Kompakt di Wolfgang Voigt ha sposato sin dai tempi dei suoi esordi. Astrattista e piuttosto enciclopedico, "Victimizer" non è certamente il disco adatto a far esplodere la pista ma indubbiamente la maniera migliore per cullare la mente ed accompagnarla in un sogno senza incubi.

-Aa.Vv. "12"/80’s/Dance" (Family Recordings): prosegue la saga che riporta in vita classici senza tempo degli anni ’80. Il cofanetto consta di tre cd’s pieno zeppi di polverose hits che rievocheranno sicuramente ben più che qualche ricordo. Trenta tracce per tre ore di musica in compagnia degli Wham!, Dead Or Alive, Level 42, Art Of Noise sino alla moroderiana Donna Summer, In Deep, Farley Jackmaster Funk, Inner City, Cameo e Black Box. Gli anni ’80 sembrano ora meno lontani e i ricordi sbiaditi iniziano a riacquistare colore.

-Dr. Bass "Returning E.p." (Sismic Records): dopo una breve esperienza con la Uplifto Records Vadim Bassov alias Dr. Bass approda alla francese Sismic. L’emergente artista nativo di Lipetsk (Russia) si fa interprete di tre tracce che si avvicinano in modo significativo alla produzione tedesca soprattutto per "Crazy Room" chiaramente ispirata dalla fortunata "Rocker" degli Alter Ego. Miscela simile spetta ad "Head 004" mentre con "Returning" ci si immerge in atmosfere più buie. Non presenta innovazioni ed elaborazioni particolari ma è uno di quei dischi che la dancefloor dimostra di amare sin dal primo momento.

-Zeebee "Priorities" (Angelika Köhlermann): follow-up dello studiatissimo "Chemistry" uscito due anni fa, "Priorities" condensa quarant’anni di musica attraverso un mix irresistibile di funk, dramatic-pop, dub, hip-hop, jazz, folk, trip-hop ed avanguardie dell’electronica. A volte pare davvero di sentire una sorta di Roisin Murphy più addentrata nei meandri bui della sperimentazione con echi anni ’60, arrangiamenti latin-funk e scarse apparizioni dei canonici 4/4. Giudicatelo solo dopo un attento ascolto.

Electric greetz

DJ GIO MC-505

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